ALESSANDRO BENVENUTI
Alessandro Benvenuti e il suo nuovo spettacolo teatrale "Capodiavolo".
Non poteva esserci congiuntura astrale migliore per l'esordio della nuova edizione del sito del Play Art: Benvenuti è un toscano doc che ha scelto il teatro Verdi di Monte San Savino per la prima nazionale del suo
spettacolo e, guarda caso, lo show unisce monologhi e canzoni. Non solo musica, ma anche teatro: i due mondi che, insieme alla letteratura, costituiscono i pilastri del Play Art.
E i punti in comune non finiscono qui, visto che Benvenuti si racconta a cuore aperto nel suo spettacolo che è una sorta di viaggio nella sua carriera e nelle sue relazioni più intime.
Le interviste che via via troverete nel sito seguiranno proprio questo filo conduttore: il viaggio in tutte le sue forme, il viaggio con il corpo o quello con la mente.
Allora, perché Alessandro hai sentito questa esigenza di condividere con gli altri la tua intimità, la tua vita?
Ma se uno si tiene tutto dentro diventa pazzo. La fortuna che abbiamo noi che di mestiere facciamo gli scrittori è anche quella di poter tradurre in fatti spettacolari delle problematiche che a volte sono belle e a volte sono gravi, dolorose. Si racconta la vita, il dolore, la rabbia. Certe canzoni ti vengono proprio perché hai provato un momento di rabbia grossa per cui a me succede magari che mi fermo in autostrada e registro nel cellulare i pensieri del momento, le parole o i testi. Viene tutto in dei momenti in cui ti scoppia una bomba dentro e tu hai la necessità di tradurre questo in parole sensibili. Se non fai così ne perdi il significato. Invece riuscire a stabilire attraverso un testo meditato, anche se nato di getto, e riuscire a ricordare quel momento in cui ti sei indignato o stupito per qualcosa che hai visto o sentito, vedi, questo è davvero importante. In fondo il nostro mestiere è fatto di attimi di vita che noi restituiamo al pubblico. Sono gli attimi più importanti tra i tanti che ogni giorno purtroppo si perdono via via. La scrittura di una canzone o di un testo serve proprio a preservare questi attimi significativi. Come artista cristallizzo questi attimi diversi e li faccio diventare qualcosa a beneficio di tutti, se mi viene bene, ma se mi viene male, a noia di tutti...
Però hai bisogno di comunicare questi stati d'animo al pubblico in ogni caso.
C'è un detto: il teatro non ha mai fatto una rivoluzione, ma è sempre stato presente in tutte le rivoluzioni perché il teatro e la musica sono quelle cose che camminano insieme all'uomo e quindi come cresce l'uomo cresce anche quello che c'è intorno. Poi sta all'intelligenza di chi scrivere riuscire a rendere un discorso nella migliore maniera. Shakespeare ha reso indispensabili per l'umanità certe tematiche proprie del suo teatro e lui le ha raccolte dalla vita, non è che se le è inventate. È importante far diventare uno sfogo una cosa che non sente soltanto tua moglie, i tuoi figli o i tuoi amici, ma farlo ascoltare da tanto pubblico. Poi magari lo stesso pubblico lo condivide perché tu, in definitiva, sei uguale alla gente e la rappresenti in qualche modo.
Patrizio Fariselli, amico e celebre pianista nella biografia nel tuo sito (www.alessandrobenvenuti.net) ti definisce "un musicista senza esserlo". La musica è sempre presente nel tuo essere artista.
Ho una confidenza, diciamo così, con la musica, con le note. Non è che sia questo grande musicista, anzi... ma ho una grande confidenza, un grande bisogno e un grande rispetto per la musica, ma soprattutto questa capacità di giocarci, perché non mi prendo sul serio. Se fossi un grande compositore e mi prendessi davvero sul serio, sarebbe un'altra storia. Invece io so di avere molti limiti però sono circondato da persone che musicalmente hanno meno limiti di me per cui ho un grande aiuto e così la musica diventa di tutti in qualche modo perché ognuno la interpreta e la fa propria e poi la restituisce con un valore aggiunto. Io sono, per così dire, l'impollinatore: essendo il cantautore racconto una storia che in genere è abbastanza condivisa da tutti, con diversi livelli di partecipazione, ma che ha un minimo comun denominatore per tutti. Noi siamo convinti di fare una cosa nostra non di scimmiottare qualcun'altro ed è questa la cosa più bella che può accadere a un gruppo di musicisti. Ci si sente padri di un sound, di un progetto.
Quale tipo di sound? Che etichetta ti daresti?
Io personalmente sono un cantautore, non posso essere altro... Però tutti i musicisti di questo spettacolo vengono da esperienze di musica molto diverse. Ed è proprio questa cosa che finisce per arricchire e rendere particolare il sound. Io non lo so veramente definire. Forse Arlo, al basso, un po' più teorico di me riesce a dare un nome al nostro genere. Vittorio, il sassofonista pluristrumentista, visto che suona 9 strumenti, viene dalla musica etnica. Sergio, alle percussioni, viene dal conservatorio, ha un'esperienza che va a toccare veramente tantissimi tipi di musica, da quella bandistica alla calssica, dalla sinfonica alla sperimentale. Marzio, il batterista, è una new entry. Ancora lo devo scoprire per bene, ma è completo e ha un'esperienza molto variegata, che non si limita al rock. Arlo stesso viene dalla musica ambient ma fa anche 200 esperimenti musicali l'anno. Poi è un produttore di musica e un arrangiatore. Infine Pippo viene dal rock: è stato con Pelù, sta ora con i Killer Queen e ha altre sue formazioni dove suona la batteria e il pianoforte. Ma è rock, è forse il più rock di tutti insieme a Marzio. Io vengo dal teatro, dal cabaret, dal cinema, dalla televisione... che tipo di musicista posso essere? Il nostro è un genere che forse un giorno avrà una sua definizione precisa.
Info:
CAPODIAVOLO
scritto, diretto, interpretato e cantato da Alessandro Benvenuti
con Antonio Superpippo Gabellini (chitarre), Arlo Bigazzi (basso elettrico e acustico), Vittorio Catalano (ciaramella, sax soprano, flauto traverso, friscaletti, marranzano), Sergio Odori (cajon, darbuka, glockenspiele, marimba, crepitacoli), Marzio Dal Testa (batteria)
Paolo Panella: suoni; Michele Forni: luci; produzione musicale di Arlo Bigazzi