Cristiano Godano (Marlene Kuntz)

Al Teatro Verdi di Monte San Savino, Cristiano Godano e Riccardo Tesio hanno presentato il Reading di "Terrore", racconto estratto da "I Vivi" di Cristiano Godano ed edito dalla Rizzoli (Gennaio 2008). Cristiano ci parla di questa sua nuova esperienza nel mondo della letteratura. E benissimo incarna lo spirito del Play, fondendo musica e letteratura - i pilastri del Play- in un progetto nuovo che lo vede impegnato in giro per tutta Italia insieme all'uscita del Best Of dei Marlene il 23 Gennaio 2009.

Com'è nata l'idea di scrivere dei racconti e di raccoglierli per la pubblicazione?
Innanzitutto, non è detto che chi scrive in versi, come è il mio caso per le canzoni, riesca poi a scrivere bene in prosa. Lo dimostra ad esempio Montale che, pur grandissimo poeta, non riesce nei suoi Saggi a creare una vera prosa d'arte, ma si limita a una semplice raccolta di opinioni... In ogni caso, pubblicare questi racconti è stata una sorta di sfida per me che non mi ritengo un vero scrittore. 
Qual è il tuo stile?
Senza dubbio non sono uno scrittore minimalista. Anche perché prima di tutto non sono un lettore di cose minimaliste ed è veramente difficile che ci sia qualcosa di scritto in maniera "semplice", come si è soliti dire, che mi piaccia.  Mi piacciono le frasi architettate con una certa perizia, addobbate con aggettivi non superflui, non di troppo ma necessari alla definizione sensoriale della frase. Quindi mi piacciono le frasi che non si preoccupano di aprirsi in più rivoli, in più parentesi ecc... So molto bene che non è il tipo di scrittura che va per la maggiore di questi tempi e personalmente credo che questa esigenza di semplicità che oggi impera sia un po' oppressiva. Ed è anche un chiaro sintomo di ciò che accade sui mezzi tipo il telefonino: si scrive semplice, si abbrevia, si va veloce. Non sono per la velocità né per la scrittura né per la lettura.
Cosa stai leggendo adesso?
In realtà adesso ho due libri sottomano. Uno lo avevo dimenticato in un furgone di viaggio e quindi ne avevo iniziato nel frattempo un altro. Io non riesco a stare senza lettura in un giorno, anche se si tratta di soltanto cinque minuti prima di dormire. Un libro che sto leggendo è invece un  libro scritto in maniera minimale. Quindi mi contraddico all'istante. Però è un libro densissimo ed è molto meglio di tutte le cose minimali che vanno per la maggiore. Infatti è un libro molto poco conosciuto ed è abbastanza contemporaneo. È di un autore italiano, Francesco Biamonti, uno scrittore ligure. Mi regalò questo libro un'amica una decina di anni fa... Mi permetto di consigliarne la lettura: è uscito per l'Einaudi ma è poco famoso. S'intitola "Vento Largo". Una scrittura molto densa: le poche parole che riempiono ogni frase sono poetiche, ricche di non-detto, ricche di sensazioni. Decisamente venti passi avanti a ciò che si considera il "minimale" nel modo largamente inteso. L'altro libro che sto leggendo è di uno scrittore americano che ha incuriosito, vista anche la sua recente scomparsa, un sacco di autori in tutto il mondo: David Foster Wallace.
Come è nata l'idea di fare dei reading per l'Italia insieme a Riccardo?
Tutto è nato da una ragazza veneta che mi ha convinto a sciogliere gli indugi e a fare questa cosa. Io non pensavo fosse necessario o possibile... Non mi sentivo all'altezza e questa persona che voleva organizzare un reading di un mio racconto ha insistito molto finché mi ha convinto. Da lì mi sono reso conto che era un'avventura che mi interessava approfondire e fin da subito ho pensato che fosse meglio farmi aiutare da Riccardo perché temevo di non saperlo fare da solo. Io sono convinto che non ci si possa improvvisare lettori. Per leggere per un pubblico bisogna avere l'affabulazione, un certo timbro vocale e la capacità di leggere le parole che sappia in qualche modo irretire le persone che hai davanti. Ovvio: tutti sappiamo leggere, ma saper leggere in un modo convincente, credo che sia un passo ben diverso. Quindi tutto è nato così e penso che Riccardo sia molto utile a creare un'atmosfera che contribuisce ancor di più a prendere per mano il lettore e a portarlo in quest'atmosfera di incubo che poi è lo scopo artistico del progetto del racconto.
E per quanto riguarda la musica? Progetti per i Marlene Kuntz?
Adesso siamo estremamente aperti su più fronti. Questa è una nuova fase di vita per noi. Ci stiamo scoprendo persone che fanno molte cose e che sono felici di fare molte cose. Rispetto a prima, abbiamo molti meno indugi. Quindi, facciamo reading, sonorizziamo film muti, facciamo colonne sonore per film... Ho fatto la colonna sonora del nuovo film di Davide Ferrario che uscirà a Marzo. Io ho anche accettato il suo invito di fare una piccola parte in qualità di attore. Anche se per quanto mi riguarda, "attore" è una parola troppo grossa... Praticamente faccio il fidanzato della protagonista nella prima parte del film, poi la scena si allontana dal mio ruolo. Pertanto, siamo pieni di cose, però è evidente che la nostra priorità sarà a breve quella di un disco nuovo. Io ho già buttato giù una decina di spunti. Delle strofe e dei ritornelli abbozzati che però danno già l'idea della canzone. Li ho già fatti sentire agli altri e ne sono rimasti molto contenti. Quindi credo che siamo ben avviati verso la sala prove dove tra non molto cominceremo a suonare.
Ultima domanda: il tema del Play Art di questa terza edizione è "il Viaggio". Quale canzone dei Marlene Kuntz si avvicina di più a questo argomento?
Mi viene in mente "Amen". Si tratta di un viaggio in senso unicamente metaforico. Viaggi dell'anima come nel caso anche di un'altra nostra canzone, "Quasi 2001". Si tratta di un viaggio circoscritto a un semplice tragitto cittadino. In "Amen" infatti cerco di descrivere le peripezie patetiche di una persona che quotidianamente si ubriaca e finisce la sua giornata in maniera disastrosa. In realtà, però, nelle canzoni dei Marlene Kuntz non c'è molto il viaggio. Forse un brano in cui c'è una connotazione geografica ben precisa, per quanto sempre immaginifica, credo sia "Trasudamerica", dove si parla di un qualche viaggio fatto nell'America del Sud.
I video su YouTube: http://www.youtube.com/watch?v=ITLrEW1PuVU&feature=channel
Le foto su Flickr: http://www.flickr.com/photos/playartarezzo/?saved=1

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