Malfunk
Dopo alcuni mesi di pausa forzata a causa di incidenti in macchina e operazioni varie, i
Malfunk tornano dal vivo alla
Flog di Firenze
domani sabato 14 Marzo. E il rientro è con il botto! Li accompagneranno
Piero Pelù e
Federico Fiumani (più eventuali altri ospiti a sorpresa) nella promozione del loro ultimo album:
"Randagi con un cuore enorme".
Uscito nel dicembre 2008, il cd vede i
Malfunk duettare con grandi nomi della musica italiana e non solo:
Piero Pelù, il nostro formatore di Rock Guru
Andrea Chimenti,
L'Aura, Syria, Francesco Sarcina delle
Vibrazioni, Federico Fiumani, Marina Mulopulos e tanti altri. Tutti artisti uniti dai
Malfunk per un'ottima causa: sostenere la
Fondazione Meyer per i bambini dell'Ospedale Pediatrico di Firenze.
Fefo, il "saggio" del gruppo, ci parla di questo bellissimo progetto, ma anche di giovani, internet e musica.
Com'è nata l'idea di "Randagi con un cuore enorme"?
Il progetto è nato poco più di un anno fa, dopo che nel 2006 è uscito "Randagi". Dopo circa un anno di tour ci è venuto in mente di creare un progetto assieme al Meyer di Firenze. Era un po' che si suonava, che avevamo anche collaborato con i
Rezophonic e ci andava di fare suonare e cantare i nostri pazzi da alcuni artisti fiorentini. Infatti eravamo partiti con l'idea di coinvolgere solo musicisti fiorentini, da Piero Pelù ad Andrea Chimenti, Fiumani... Poi però si è sparsa la voce e ci è stato chiesto da altri amici non fiorentini di partecipare. Tipo L'Aura che già aveva duettato con Marco a Sanremo. Poi Francesco de Le Vibrazioni, Syria e tanti altri. Come rifiutare? Così da una cosa intima si è allargata ad altri musicisti. Avremmo voluto inserirne altri come i ragazzi dei Linea 77 e la Rettore, poi per impegni e tempistiche non è stato possibile. Sono venuti tutti a Firenze, naturalmente gratis, e abbiamo registrato insieme. Il cd contiene tutte le tracce di "Randagi" ricantate e suonate insieme ai nostri amici. Abbiamo riarrangiato i pezzi e li abbiamo adattati ai duetti.
I ricavi vanno completamente alla Fondazione Meyer?
Il fatto è che la maggior parte degli artisti che ha collaborato con noi è della Sony e, per non avere problemi con permessi e autorizzazioni varie, abbiamo fatto uscire il cd con la Sony. Se facevamo tutto in casa, tutti i soldi andavano completamente alla Fondazione. Facevamo pagare sette euro e tutto era nelle mani del Meyer. Così invece facciamo pagare 14 euro, essendoci una casa discografica di mezzo, ma quello che non va alla Sony va interamente al Meyer. Certo questo ha i suoi pro e i suoi contro. Se il cd costava di meno, magari lo avrebbero potuto comprare più persone, ma è anche vero che così hanno potuto collaborare con noi grandi artisti con contratti discografici importanti. Fondamentalmente io sono sempre stato contrario alle case discografiche, al far guadagnare altri per progetti del genere... Quindi invito tutti a scaricarsi il cd da ITunes: 9 euro che vanno quasi interamente al Meyer! Via spese di distribuzione e quant'altro!
Perché avete scelto proprio il Meyer?
Si tratta di una realtà con cui siamo in contatto bene o male da tempo. Io personalmente e anche Ugo abbiamo avuto modo di passare per il Meyer, vuoi per i figli, vuoi per altre esperienze ecc. Visto che il Meyer ha aperto da poco a Firenze la nuova sede ci fa piacere dare un contributo a questo progetto. È una cosa fotonica, vengono a visitare la sede da tutto il mondo. Non viene usata energia elettrica, ci sono reparti all'avanguardia per i bambini. Perché non appoggiare un progetto del genere? Abbiamo appoggiato una cosa che conosciamo, per quanto avessimo anche pensato a Emergency e altre belle realtà benefiche come Unicef. Poi, però, abbiamo optato per una cosa che ci riguarda più da vicino.
Come state promuovendo questo progetto?
Stiamo cercando di fare anche un video di una traccia del disco: non ci saremo però noi a suonare, ma si vedranno delle scene del Meyer, di quello che succede nelle corsie ecc. Anche perché è un ambiente straordinario, molto innovativo nell'ambito della medicina pediatrica e più gente possibile deve conoscerlo. Certo non venderemo miliardi di copie, ma nel nostro piccolo vogliamo aiutare questa struttura moderna ed efficiente. Tra l'altro, alla Flog cercheremo di portare più ospiti possibile. Da Piero a Marina, forse Francesco de Le Vibrazioni... Certo raccogliere tutti per una serata è un po' difficile, visti gli impegni di tutti.
Collabora con noi, come formatore per i ragazzi di Rock Guru, Andrea Chimenti. Com'è stato il lavoro insieme a lui?
Tutta l'idea era partita proprio per rendere omaggio a grandi artisti come lui, Piero e Fiumani. Doveva essere un cd che riuniva i personaggi storici,

per noi, del rock fiorentino. Il progetto era nato con questi tre grandi musicisti e solo in seguito si è allargato. Andrea ancor prima di Piero e Federico ha fatto la storia del rock a Firenze, con i Moda. Il cd nasce proprio come una sorta di "onorificenza" a questi artisti che hanno aperto molte porte all'underground. Piero è magari più conosciuto, ma Andrea ha fatto tanto per la musica rock. Poi, oltre che essere un grande personaggio, è anche una persona davvero in gamba. Alla fine son dei vecchi come me! A parte gli scherzi, con Andrea facciamo "Lo giuro", ma non sarà alla Flog con noi visto che suonerà a Roma. Però, visto che con Marco Cocci stiamo facendo, oltre a dei lavori di elettronica, anche degli spettacoli acustici, pensavamo di coinvolgere anche Andrea.
Altre novità in vista per i Malfunk?
Faremo un tour con i
Malfunk senza dubbio. Per vicissitudini varie siamo rimasti fermi per sei mesi ma ripartiamo proprio dalla Flog. Semmai cercheremo, per quanto possibile, di avere come ospiti i musicisti che hanno collaborato con noi. Canteremo il pezzo del cd che abbiamo fatto insieme e magari altri pezzi. Una specie di jam session se vogliamo... Anche perché con l'aria musicale che tira in Italia, bisogna divertirsi. Basta stressarci!
A cosa ti riferisci in particolare?
Io non ce l'ho con nessuno, ma mi rendo conto che in Italia se non fai un certo tipo di musica non hai sbocchi. Ed è così da anni. O vai a Sanremo o vai a X-Factor e tutto questo è un peccato. A parte noi che siamo ormai un "gruppetto di anziani", ci sono tanti giovani in gamba. Io stesso guardo X-Factor e vedo che c'è della gente brava. Ma dietro c'è sempre del "poppismo", ovvero il fatto di costringere i musicisti a vendere milioni di dischi, sottostare ai discografici. I dischi, ragazzi, non vanno comprati! Bisogna scaricare e ascoltare musica gratuitamente. Per i concerti è un altro discorso, ha un senso infatti pagare per vedere un concerto, però 15 o 20 euro per un cd sono un furto!
All'estero le cose sono migliori?
Basta andare in Spagna o in Svizzera per trovare gruppi come i
Malfunk che fanno tour all'estero. L'Italia è un circuito chiuso, non esci al di fuori del mercato italiano insomma. Se un gruppo italiano vuole provare a mettere il muso un po' fuori, lo puoi fare ma se paghi di tasca tua. Non hai nessuno che ti copre le spalle. Cinque, sei anni fa ci siamo promossi da soli un tour all'estero: abbiamo preso un furgone, abbiamo suonato a 300-400 euro a sera e un panino. Ma il mercato musicale è fuori non in Italia. Naturalmente per quello che riguarda il rock alternativo, non ti sto parlando di Laura Pausini insomma. Non rientra nelle mie competenze un discorso sul pop italiano. Io ti posso parlare in nome di gruppi italiani bravi come i Verdena che in Italia hanno successo ma fuori fanno fatica a sfondare.
A questo punto, la soluzione per i musicisti giovani italiani, come quelli di Plug&Play per intendersi, è quella di emigrare?
Purtroppo quando uno pensa alla musica italiana, il mercato estero si limita alla sola musica pop. Rock, punk, ska alternativi in Italia sono di ottimo livello e, pensando anche agli stessi
Malfunk, non è che musicalmente, a parte la lingua italiana, ci si distingue molto dalle altre band internazionali. All'estero, attenti, non è come in Italia che si può contattare il gestore di un locale e concordare una serata. Bisogna che ci sia una realtà dietro che ti promuova per bene. Non esistono più tante etichette piccole in Italia che prima facevano questo tipo di lavoro. In Italia è molto più difficile che in altri posti. Ora poi con la crisi, suonare per locali è davvero impossibile. Noi perché siamo conosciuti, anche per Marco Cocci che fa i film, riusciamo ad avere delle date in grandi locali. Ma i giovani dove vanno a suonare?
Cosa può salvare allora la musica dei giovani?
Internet. Se ci si sa fare, si può sfruttare bene la cosa. Tanti gruppi con MySpace riescono a promuoversi e quasi a fare il botto. E poi i giovani. Loro potranno cambiare veramente le cose, soprattutto a livello discografico. Per questo noi
Malfunk produciamo dei gruppi e li indirizziamo un po' a etichette minori. Sono vari gruppi come i
Downkiss,
By the grief,
No panic...