GemBoy
Chi di noi ragazzi non sa chi sono i
GemBoy? Già alle elementari circolavano le loro cassettine sotto i banchi e alle medie pregavamo i nostri genitori di farci andare a un loro concerto per poter cantare le cover più spassose e irriverenti. Oggi i GemBoy sono "diventati più grandi" ma non hanno perso il loro sarcasmo, come hanno dimostrato alla
Flog di Firenze alla fine di Febbraio. In questa intervista, Carletto, il fondatore e "cantante truffatore" dei GemBoy (come si definisce lui stesso nel sito ufficiale
www.gemboy.it), si rivolge proprio ai giovani che vogliono intraprendere la carriera musicale, fatta di tante soddisfazioni ma anche di periodi di magra...
Carletto, quali sono i progetti presenti e futuri dei GemBoy?
Per il momento non ci sono progetti eclatanti e a lungo termine. Adesso stiamo semplicemente preparando il tour estivo anche se a me fa un po' ridire definirlo tour visto che non siamo un gruppo nel senso canonico del termine. Noi non facciamo tour per poi fermarci per fare un disco ecc. Noi suoniamo sempre e semplicemente andiamo a stagioni. Sappiamo che in inverno si sperimentano un po' le cose per l'estate e poi d'estate facciamo spettacoli che possono variare. Siamo comunque in giro per le varie province italiane. Nello specifico adesso stiamo promuovendo l'album
Fiches e cerchiamo di rinfrescare un po' i grandi classici dei GemBoy.
Prosegue il progetto con Cristina D'Avena?
Sicuramente, per quanto siano concerti di Cristina e noi ci mettiamo solamente faccia e nome. Noi diamo la nostra impronta musicale e io faccio un po' il Pierino della situazione, l'elemento disturbatore insomma. Ci saranno certo dei concerti con Cristina nel periodo estivo, probabilmente molto più numerosi rispetto all'anno scorso.
I ragazzi di Play Campus vorrebbero fare della loro passione un mestiere. Voi riuscite a vivere di sola musica?
Nel nostro particolare caso, non si vive, ma si sopravvive. Purtroppo questo è il nostro standard, per così dire, un po' a fisarmonica. Per cui in inverno bisogna tirare parecchio la cinghia perché i locali pagano di meno, la gente ha meno soldi e preferisce non pagare dieci euro per entrare in un locale. Si vendono meno magliette, spilline ecc... Ovviamente la crisi si ripercuote anche su di noi. In estate le cose migliorano grazie a feste varie, sagre ed eventi a ingresso gratuito. Allora c'è più gente ed è tutto più redditizio. Quindi bisogna un po' fare la formichina, ma lo preferisco...
Quindi cosa consigli ai ragazzi che vogliono intraprendere questa strada?
Personalmente io ho mantenuto il mio lavoro da operaio finché mi è stato possibile. All'inizio mi sono buttato un po'

incoscientemente. Però bisogna tenersi ben stretti il proprio lavoro perché con l'arte puoi ottenere tanto ma vederti tolto tutto in un attimo. Io ho rischiato perché a un certo punto non potevo dare la mia disponibilità totale per il lavoro. Non potevo esserci per le urgenze e per questo ho investito tutto in questo sogno. E mi è andata bene, però poteva anche capitarmi di non riuscire e dovere ricominciare a trovare un lavoro. In ogni caso bisogna continuare a crederci sempre, fatevi vedere ovunque, intorno a casa, nella vostra provincia. Io agli esordi andavo per locali a portare le mie cassettine, non c'era internet, non c'era myspace e mezzi affini. Tutto avveniva per passaparola e faccia a faccia e forse c'era più richiesta di gruppi. Adesso si fa molta fatica a suonare, ma bisogna rimboccarsi le maniche e se uno ha qualcosa da dire viene tutto fuori.
Voi avete iniziato proprio con le cassettine vendute, spacciate, copiate ovunque. Ora con Internet come la mettete? Avete pure fatto un cd su questo tema "Internettezza urbana".
Internet ci ha aiutato parecchio soprattutto perché quando tutto è iniziato era un mercato che stava fiorendo. Chi voleva sentire i pezzi di questo gruppetto misterioso che faceva le cover dei cartoni animati e dei grandi successi, anche in versione più "audace" poteva farlo grazie ad internet. Per noi è stato favorevole il grande dilagarsi del mercato degli mp3. Noi stessi però non eravamo granché preparati a mettere tutto su rete. Era la gente invece che dalle cassettine faceva gli mp3 e li piazzava in rete. Tanto che noi arrivavamo in posti in cui non eravamo mai stati e inspiegabilmente conoscevano i nostri pezzi. Però è anche vero che per il tempo era una grande novità. Non c'erano così tante cose, al massimo gli
Elio e Le Storie Tese. Per quello che riguarda la musica, ai tempi c'erano più possibilità. Adesso c'è un calderone enorme per cui se vuoi sentire un po' di musica la trovi gratis ovunque. Alla fine ascolti di più, ma ascolti di meno perché presti meno attenzione. Si fa fatica, insomma, a uscire da tutto questo macello.