Andrea Biagiotti e il teatro al Play

Andrea Biagiotti, che con Alessandra Bedino si occuperà della sezione Teatro di Play Campus (Play Theatre & Live Theatre) ripercorre con noi l'esperienza dell'anno passato e ci anticipa un po' quello che sarà il lavoro per l'edizione 2009.

Avete già in mente dei testi su cui lavorare dato il tema del VIAGGIO?

Per il momento con Alessandra Bedino stiamo cercando di capire come orientarci sui testi, ma è anche chiaro che è difficile scegliere quali testi affrontare prima di sapere con chi e con quanti lavoreremo. Per adesso non abbiamo niente di deciso, quindi, ma degli orientamenti, degli autori, dei testi (può darsi, infatti che siano un paio) da affrontare sul tema del Viaggio.
Quali aspetti verranno mantenuti rispetto all'edizione passata e cosa invece ci sarà di nuovo quest'anno?
Innanzitutto, della scorsa edizione porto con me l'esperienza con Alvaro Piccardi, un regista di grande fama, bravura e professionalità soprattutto nei confronti dei giovani. In più però c'è il fatto che questa volta scegliamo noi un testo e non siamo vincolati a lavori che non conosciamo su cui lavorare. Nel momento in cui scegli tu un testo, scegli poi anche l'idea di rappresentazione, scegli la strada che vuoi percorrere per portare gli attori verso la messa in scena, verso ciò che vuoi raccontare. L'anno scorso il testo era stato scritto da dei giovani scrittori senza l'esperienza di chi magari scrive già dei testi per il teatro. Bellissima esperienza, certo, ma difficile per certi versi.
Cosa allora potrà essere più impegnativo per il Live Theatre 2009?
Le difficoltà quest'anno saranno diverse, perché si sceglierà la strada da percorrere a monte e non a valle, visto che dovremo trovare un testo per poi inventarsi una storia da raccontare insieme ai ragazzi. Normalmente a teatro si fa così: o hai un testo poi scegli gli attori o ha gli attori e sulla base di questi scegli il testo. L'idea nostra è certo quella di dare a tutti il giusto spazio.
Come sarà organizzato il Laboratorio del Live Theatre?
Come l'anno scorso, procederemo non solo con il lavoro con il testo, ma cercheremo di amalgamare il più possibile il gruppo, facendo leva sul laboratorio attoriale. Non si prende un gruppo di professionisti, si dà una lettura e poi in scena. Il Laboratorio è proprio la filosofia di questi corsi per creare affiatamento, collaborazione, crescita tra gli attori. Si cerca di insegnare qualcosa in più della semplice parte testuale. Ci sarà pertanto tutto un lavoro di gruppo con training appositi prima di andare in scena. Solo una volta creato il gruppo si può cominciare ad affrontare il testo. Per capirsi, l'anno scorso il testo è stato studiato proprio negli ultimi giorni, dando la priorità al lavoro di gruppo.
Quali sono i criteri di selezione per i 12 attori?
Si richiede obbligatoriamente un minimo di esperienza teatrale. Sennò la strada diventa impervia: ci sarebbero troppe disparità tra chi non ha mai avuto esperienza e chi già sa. Non abbiamo il tempo necessario per colmare queste lacune. Ci basta il curriculum. Non ci sarà nessun provino, anche perché i provini sono situazioni sempre molto difficili sia per l'attore che per l'esaminatore. Per adesso il tipo di lavoro che facciamo richiede esperienza ed entusiasmo, tutto tenendo conto che abbiamo a disposizione 20 giorni di lavoro.
Ricapitolando, passato e futuro del Live Theatre sono...
Il passato è, oltre che il bellissimo incontro con Alvaro, un'esperienza che ricordo davvero con piacere con i ragazzi dello scorso anno. Erano di ottimo livello, di grande energia, molto positivi e soprattutto propositivi. È stato davvero divertente lavorare con loro e ne è venuto fuori un ottimo lavoro che va al di là dell'esibizione pubblica finale in sé. È tutto il lavoro dietro che è stato molto piacevole: un gran bel lavoro da parte di Alvaro e dei ragazzi.
Il futuro è il lavoro con Alessandra Bedino. Ci conosciamo da molti anni, siamo praticamente nati insieme artisticamente e nel tempo ci siamo ritrovati, una volta addirittura è stata la mia regista per un mio spettacolo. Questo per far capire che i ragazzi si troveranno in un'atmosfera di collaborazione totale e di piacere di lavorare insieme.

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