I
QuartaDeriva sono i vincitori aretini, insieme ai Fudo Satellite, dell'edizione 2008 di
Plug&Play, il concorso di
Play Campus rivolto ai musicisti. Oltre alla possibilità di esibirsi durante il
Play Arezzo Art Festival 2008, con questa vittoria i
QD hanno ottenuto anche il privilegio di registrare, sotto la direzione di Paolo Benvegnù, la cover presentata l'anno scorso al Festival: Gli Uccelli di Franco Battiato.
Sulla scena aretina da qualche anno, i
QuartaDeriva (Giovanni Montiani -voce, chitarra, diamonica, percussioni-, Enrico Zoi -chitarra-, Nicola Cigolini -basso- e Marco Sassoli -batteria, percussioni-) fondono rock e psichedelica in uno stile davvero personale:
www.myspace.com/quartaderiva
A un anno circa dall'esperienza al Play Arezzo, cosa è cambiato per i QuartaDeriva?
Per il momento stiamo rivedendo tutti i nostri pezzi. Stiamo anche scrivendo nuova roba e siamo in cerca di date per andare un po' in giro con la nostra musica.
Come vi state muovendo per farvi conoscere?
Stiamo mandando un sacco di e-mail per suonare nei locali e naturalmente nel nostro curriculum c'è la vittoria al festival. Però, purtroppo, la situazione è un po' in stallo. Abbiamo vinto al Play che è un festival di fama nazionale, ma questo di per sé non basta per sfondare veramente nel panorama musicale. Stiamo davvero tampinando tutti i locali d'Italia, dal sud al nord anche perché in posti come Roma e Milano ci sono davvero tanti posti per suonare, per dimostrare chi sei e farti le ossa.
Vincere al Play però non vi ha spianato un po' la strada?
Senza dubbio si tratta di una vetrina molto importante e fa un certo effetto nel nostro curriculum, ma deve essere supportata da un circuito di locali in tutta la provincia aretina. Abbiamo voglia di suonare ed esibirci dal vivo!
Quindi, com'è la situazione musicale aretina vista dagli occhi di una band che cerca di farsi conoscere come la vostra?
Non notiamo delle tendenze ben precise, è come se ci fosse un po' di confusione. Non si riesce a concepire la musica al di fuori di due livelli: quello degli stra-famosi come Ligabue, per capirsi, e quello dei "nessuno" come possiamo essere noi o I Fudo Satellite, appunto. Non importa se hai vinto un festival famoso o se la critica ti apprezza: se non passi a MTV o alle radio, rimani sempre "nessuno". La musica di nicchia qua ad Arezzo non piace e rimane relegata all'anonimato. In ogni caso, proprio perché non siamo "nessuno" non possiamo dire chi fa schifo o meno nel panorama musicale aretino. Solo che tra tutte le band di Arezzo non ci sentiamo certo i peggiori.
Cosa serve allora per sfondare secondo voi?
Ah, che ne sappiamo noi! Dipende certo dalla bravura, dal talento e da tanta, ma propria tanta fortuna. Sicuramente non pretendiamo subito di arrivare a un ottimo livello e non è tanto una questione di avere un grande pubblico, quanto di possibilità di crescere. E poi quello che nonostante tutto ti spinge a continuare è la passione. Anzi, qualcosa di più forte della passione, come spiegarti? Noi vogliamo fare di questo il nostro lavoro.
Tornando all'esperienza del Play Arezzo, inciderete nello studio di Benvegnù a Prato il disco per Covered: come è stato lavorare con Paolo l'anno scorso?
Senza dubbio il ritrovarsi con lui e fare qualcosa insieme è emozionante perché lui, a livello di produzione musicale e di visione artistica per musica e testi, ha una competenza straordinaria che certo noi non abbiamo. L'incontro si è limitato a una sola giornata, ma in quelle due ore (che dovevano essere 45 minuti) abbiamo fatto insieme un lavoro qualitativamente imponente che in genere richiede molto più tempo. E tanto abbiamo imparato anche dal Roccia (Luca Baldini, bassista di Benvegnù e responsabile della sezione Plug&Play di Play Campus, ndr) e dal Gando (Guglielmo Ridolfo Gagliano, altro polistrumentista della band di Paolo, ndr). Ci hanno dato un sacco di dritte per il pezzo di Battiato. Paolo ci è sembrato soddisfatto, come noi lo eravamo della sua mise! Un grande con la giacca di velluto a luglio, i calzoncini corti e gli anfibi.
E per questa nuova edizione sul viaggio cosa avreste proposto?
Come nostra canzone avremmo portato "Lithops", nome dato dal nostro amico e fotografo Gabriele Spadini, che parla di viaggio sia come spostamento geografico che come condizione mentale. Per le cover abbiamo avuto delle difficoltà l'anno scorso, ma per il viaggio attingeremmo di certo al repertorio dei Beatles.
Chi vorreste al Plug&Play di quest'anno?
Vista la giovane età, meritano certo The Voluntears. Hanno 16,17 anni, sono un po' immaturi musicalmente come è ovvio, ma se crescono spaccano di brutto.