I
Vandemars sono estremamente grati al
Play Festival. Grazie infatti alla scorsa edizione in cui si sono esibiti per il progetto
Plug&Play hanno conosciuto
Paolo Benvegnù. Un incontro fondamentale per
Silvia Serrotti (voce),
Francesco Bucci (batteria),
Stefano Romani (chitarra),
Gabriele Coppi (chitarra) e
Francesco Pititto (basso) che, oltre per i due brani del progetto
Covered, saranno seguiti proprio da Paolo per il loro nuovo cd.
Cos'è cambiato per i Vandemars nei mesi successivi alla vostra partecipazione al Play Festival?
La grande novità di questo periodo è senza dubbio il fatto che abbiamo cominciato il lavoro di pre-produzione con
Paolo Benvegnù. Abbiamo infatti iniziato a rivedere i nostri pezzi, sia canzoni già scritte che brani nuovi. Ma un cambiamento fondamentale è stato il passaggio da quattro a cinque membri. Si è aggiunta infatti una seconda chitarra alla prima, più il basso e la batteria naturalmente. In realtà il nostro bassista Gabriele è tornato al suo strumento che è appunto la chitarra e quindi al basso si è aggiunto un nostro caro vecchio amico, Francesco Pititto. Tanti cambiamenti quindi dalla nostra esperienza al Play...
Qual'è il vostro progetto che vede coinvolto anche Paolo Benvegnù?
Insieme a lui stiamo lavorando a un nuovo cd. Proprio Paolo si è proposto di curare la produzione artistica di questo album. Ci hai aiutato e ci sta tuttora aiutando a riarrangiare i nostri pezzi. Tra poco saremo quindi in studio a Perugia a registrare. A parte una parentesi all'estero per Silvia e Francesco Bucci, i prossimi mesi saranno tutti dedicati al cd e alla sua promozione.
Ci potete dare qualche anticipazione sul cd?
Per il momento abbiamo semplicemente scelto dieci pezzi che speriamo finiscano tutti nell'album. Ci auguriamo che sia finalmente un cd che renda in pieno il sound dei Vandemars, a differenza della demo che avevamo registrato precedentemente ed era una cosa un po' più artigianale, "fatta in casa" per così dire... Per quanto riguarda l'uscita dal cd, ancora non abbiamo date sicure, ma abbiamo programmato la registrazione. Sicuramente, però, quando saremo tutti insieme a luglio, sarà tutto pronto.
Quanto a Benvegnù, vi siete conosciuti per la prima volta al Play?
Sì. In questo senso saremo grati al Play a vita! Durante le prove nel pomeriggio per la cover al Play, ci eravamo esibiti con un brano di
Pj Harvey, "The Sky Lit Up". In quell'occasione ci siamo incontrati per la prima volta. Gli è piaciuto quello che facevamo e così è nata la decisione di collaborare. Soprattutto negli ultimi mesi abbiamo lavorato molto insieme.
Come vi sta seguendo Paolo nel lavoro con il cd?
Le strutture dei pezzi sono quelle che noi avevamo stabilito e impostato già prima. A Paolo già piaceva il nostro sound. Ci ha aiutati però a smussare certi aspetti, a togliere ciò che era in più. Il tutto per rendere più esplicito il nostro stile musicale. I pezzi, grazie al suo aiuto, sono più vivi, più "noi". Le nostre canzoni sono cambiate in meglio, sono state migliorate dall'intervento di Paolo. Adesso i nostri pezzi SUONANO, prima attiravano l'attenzione e si facevano ascoltare. Ma adesso SUONANO, RISUONANO E COMUNICANO MOLTO DI PIU'. E poi comunque un lavoro di collaborazione con un produttore artistico implica sempre delle trasformazioni, che per quanto minime, non sono mai scontate o poco importanti.
Per il progetto Covered!, la compilation del Play, cosa porterete?
Abbiamo deciso di sostituire il pezzo di
Pj Harvey con "Satellite of Love" d
i Lou Reed. Per quanto riguarda i nostri pezzi, avevamo portato al Festival sia "My Cage" che "Always the same" ma quasi sicuramente incideremo "My Cage". Più che altro dovremo lavorare con Paolo sulla cover, perché è stata cambiata un po' all'ultimo momento. Sugli altri pezzi abbiamo, invece, già lavorato.
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