Riserva Moac

Sul palco del Play Arezzo Art Festival giovedì 23 Luglio, la Riserva Moac presenterà il nuovo cd "La musica dei popoli" al Prato.
Fabrizio "Pacha Mama", voce della band, ci dà qualche anticipazione sulle nuove canzoni della Riserva.
Quali sono i vostri impegni da oggi alla data del Festival?
Da qui al 23 Luglio c'è un impegno fondamentale che è quello di far uscire il nostro disco, il secondo della Riserva Moac, che si chiamerà "La musica dei popoli" per la On the Road Music Management e distribuzione Universal. Il disco esce dopo quattro anni dal nostro album d'esordio, "Bienvenido" che ci ha dato un discreto numero di soddisfazioni visto che ci ha permesso di andare in giro, di raggiungere sempre nuovi posti. Ma ora è necessario che esca questo nuovo lavoro perché è nuova la veste della Riserva Moac. C'è una nuova situazione del gruppo, un'evoluzione dei suoni, del modo di comporre la nostra musica.
A questo primo progetto si unisce poi la volontà di consolidare il nostro rapporto con la Germania. Anche dopo il Play avremo tutta una serie di date estive, ben quattordici, in Germania. Saremo ad Amburgo, Dresda, Norimberga, Dortmund... Con il Festival dello scorso anno, il TFF Rudolstadt, siamo entrati in contatto con un management giovane e fresco che ha voluto provare a lavorare con noi.
Questi sono i nostri due obiettivi fondamentali da qui a luglio. Suonare, viaggiare, promuovere il disco, capire che aria tira per noi fuori dall'Italia...
Al Play presenterete quindi il cd nuovo?
Porteremo senza dubbio alcuni brani nuovi, ma anche i nostri "cavalli di battaglia", le canzoni che ci fanno riconoscere come Riserva Moac. La scaletta sarà un mix tra i brani di "La musica dei popoli" e "Bienvenido" quindi, ma sarà senza dubbio una scaletta innovativa, nuova nella scena, nella struttura e nelle emozioni e sensazioni che creerà nel pubblico. Sarà una scaletta molto più di impatto rispetto a quella degli anni passati che era più godereccia e danzereccia.
Quali sono le novità di "La musica dei popoli"?
Già il titolo è emblematico. Con questo cd abbiamo provato ad unire le varie differenze fra popoli e abbiamo tentato di sottolineare quello che per noi è un elemento fondamentale ovvero la diversità. Ecco, la diversità non è così lontana né è tanto meno un nemico come ci vogliono far credere oggi. Anzi, oggi è un vero valore aggiunto per la società. Con la nostra musica abbiamo cercato di ridurre le distanze e questo è il filo conduttore di tutto "La musica dei popoli". C'è senza dubbio una maggiore contaminazione che nel precedente album. Agli strumenti acustici si aggiungono quelli elettronici, ad esempio abbiamo elettrificato una fisarmonica, abbiamo usato di più la chitarra elettrica, per non parlare della presenza importante di un sassofono baritono e di vari strumenti a fiato. Insomma nel nuovo cd stiamo creando dei suoni molto più "metropolitani" e moderni che si sposano con le più tradizionali zampogna e ciaramella. I pezzi attingeranno da varie atmosfere: balcaniche, rock, occidentali, orientali... Insomma, un vero crogiolo di elementi sonori, culturali, musicali. C'è anche una chicca che è un pezzo di Piero Ciampi "Andare camminare lavorare". Naturalmente, come tutte le volte che facciamo cover, questa canzone rispecchia il nostro stile. L'abbiamo modificata molto quanto a sonorità.
Per il resto, il cd avrà 13 brani di cui uno strumentale e un brano tradizionale della nostra terra, il Molise, riarrangiato e riadattato. La titletrack rappresenta l'incontro fra culture, ma ci sono anche brani sugli emarginati e i più poveri.
Il viaggio è il tema del Play 2009. Sembra proprio che "La musica dei popoli" rispecchi in pieno l'atmosfera del viaggio e dell'incontro fra culture...
Assolutamente. Questo tema è bellissimo! In generale, noi pensiamo che la musica sia l'elemento che avvicina, un vero linguaggio universale. C'è un pezzo che spingeremo come singolo, "Ecce Moac", nel quale insistiamo sull'acronimo che compone il nostro nome. Moac significa infatti Molise Oriente Africa Cuba, ma in realtà l'acronimo potrebbe andar bene con qualsiasi nome di città, luogo, paese: Milano, Orgosolo, Alessandria...
Noi siamo dei veri nomadi. Ci rende felici accendere il motore del nostro furgone ed essere in movimento. Il tema del viaggio pervade il disco: si parla di viaggio come voglia di evasione in "Mi lamento" e c'è spesso questo desiderio di scappare e incontrare realtà nuove. Anche in "Bienvenido" abbiamo parlato di viaggio come modo per capire da dove si viene e dove si va. Insomma, il viaggio è abbastanza una costante nella nostra vita e personale e musicale.


http://www.riservamoac.com/

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