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Due piccole mostre dedicate a Umberto Saba e a Don Lorenzo
Milani, due omaggi a due grandi personaggi della storia del nostro
paese. Le poesie di Saba e la loro splendida semplicità, i discorsi
di Don Milani con la sete di giustizia e l'impegno civile. Le due mostre
saranno accompagnate da un reading musicato. Reading dal vivo alle
16.00. Mostre e reading sono produzioni della Scuola di Narrazioni
Arturo Bandini di Nausika.
Omaggio a Umberto Saba a 50 anni dalla sua morte.
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Poeta
del XX secolo, Saba nacque il 9 Marzo 1883 a Trieste, da madre ebrea
e padre cristiano. La mancanza della figura paterna costrinse la madre
ad affidare il bambino alla contadina slovena Peppa Sabbaz; egli fu
subito conquistato dal carattere estroverso, allegro ed espansivo
della nutrice, che lo portò ad allontanarsi dalla figura della
madre causando in lui il disagio di un'ambivalenza affettiva che lo
tormentò per tutta la vita. Il cognome d'arte Saba, che il
poeta assunse dopo i precedenti Chopin e Umberto di Montereale, sembra
fosse legato al forte ricordo della nutrice; mentre altri lo attribuirebbero
alla parola ebraica che indica il "pane".
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Nel periodo di produzione dell'autore, a Trieste, unico porto dell'Impero
Austro-Ungarico, circolavano tre lingue: il tedesco, il dialetto,
lingua maggiormente in uso, e l'italiano, che faceva parte di una
tradizione letteraria alta alla quale Saba aderì con una
poetica semplice e originale che si allontanava dalle correnti dominanti
del tempo.
Tutti gli aspetti della vita giornaliera e della sua stessa vita
entrano nella sua poesia attraverso parole domestiche, le prime
venute, "parole senza storia",e quindi scelte per la loro
concreta oggettività.
La donna amata è per lui una sorta di appoggio concreto nella
vita di tutti i giorni, Trieste rappresenta invece l'espressione
del suo stato d'animo. Di Saba possiamo dire che egli si rende compartecipe
dei sentimenti da lui espressi nelle sue stesse poesie; egli è
infatti legato a ciò che racconta da una forte affettuosità,
che fonde un premeditato oggettivismo con una spontanea soggettività.
Il giudizio della critica sull'opera di questo poeta fu inizialmente
perplesso, soprattutto a causa dei suoi versi, giudicati apparentemente
poco dotati di freschezza ed originalità. Oggi Saba, compreso
al di fuori degli schemi dell'epoca, viene considerato uno dei più
grandi poeti del Novecento italiano.
Il festival vuole rendere omaggio a questo grande artista italiano,
scomparso 50 anni fa, ma che ancora oggi è vivo nella nostra
memoria. Allestita nella Sala del Consiglio Comunale l'esposizione
di alcune opere di Saba, riprodotte in grandi pannelli, con un reading
registrato in sottofondo che ricorderà la sua biografia ed
alcune delle sue poesie rilette da Federico Batini, Francesco Botti,
Samuele Boncompagni e musicate da Roberto Fiorini.
L'evento avrà una ripetizione live con accompagnamento del
violoncello di Paco Mengozzi.
La mostra, il loop reading e l'evento live sono produzioni della
Scuola di Narrazioni Arturo Bandini di Nausika (www.narrazioni.it).
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Don Milani
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Personaggio
fra i più controversi della storia del Novecento, Don Milani
ci appare tutt'oggi come un simbolo delle forti passioni della sua
epoca, gli anni Cinquanta e Sessanta. Nato a Firenze nel 1923, vive
una vita breve ma intensa (muore nel 1967 a 44 anni); la sua vocazione
alla fede cristiana matura in un ambiente familiare indifferente,
quando non espressamente ostile, all'esperienza religiosa. A 20 entra
in seminario, cominciando già allora a rinnegare energicamente
il suo passato, quei 20 anni che considera "passati nelle tenebre".
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Capisaldi nel suo pensiero di sacerdote e pastore divengono la lotta
all'ingiustizia sociale, al divario tra poveri e ricchi, e con essi
all'ignoranza; Don Milani vede infatti nella mancanza di cultura
un ostacolo all'evangelizzazione e all'elevazione sociale; proprio
per questo investe tutte le sue energie nella scuola, che gli appare
lo strumento fondamentale per colmare quel fossato culturale che
lo divide dai suoi fedeli, per dare la parola ai poveri perchè
divengano più liberi e più eguali, per difendersi
meglio e gestire da sovrani l'uso del voto e dello sciopero.
Quindi, ordinato sacerdote a 24 anni,
e dopo un iniziale esperienza a San Donato a Calenzano (vicino a
Firenze), è "confinato" nel piccolo e sperduto
paesino di Barbiana nel Mugello che attua il suo rivoluzionario
esperimento educativo; il famoso motto della scuola da lui coniato
"I care" (mi interessa, mi sta a cuore, l'esatto contrario
del motto fascista "me ne frego") riassume il suo pensiero:
la presa di consapevolezza dei ragazzi deve nascere dall'interesse,
dal coinvolgimento attivo, dall'abbandono di ogni ragionamento settario
e ideologico e di ogni nozionismo passivo.
E' con questo spirito radicale, con questa ricerca di coerenza evangelica
"drastica" nell'elevazione degli "ultimi", che
nascono i suoi scritti, che ben riassumono la "scomodità"
di alcune sue posizioni, anche per la Chiesa stessa: in "Lettera
ad una professoressa" contesta il metodo educativo tradizionale,
per lui rigido ed elitario; in "Lettera ai giudici" prende
nettamente posizione a favore dell'obiezione di coscienza, in opposizione
agli stessi cappellani militari: proprio per questo viene processato,
ma muore prima che la sentenza (di assoluzione) venga pronunciata..
Questi, come la maggior parte degli altri scritti maturati a Barbiana,
sono stati realizzati cooperativamente da Don Milani con i ragazzi
della scuola.
Il festival vuole rendere omaggio a quest'uomo che, per le sue scelte
nette e coerenti, le sue rigide prese di posizione, il linguaggio
tagliente e preciso, si tirava facilmente addosso grandi consensi
o grandi dissensi, lottando sempre per i suoi ideali e per la povera
gente che subiva ingiustizie.
L'omaggio è per impararne la lezione che, per gli organizzatori
del festival, è di profonda attualità.
All'interno della Sala del Consiglio Comunale ci saranno esposti
brani delle sue opere, con un ideale alfabeto
e le voci di
Francesco Botti, Samuele Boncompagni e Federico Batini che recitano
alcuni brani tra i più significativi delle sue opere con
accompagnamento musicale a cura di Roberto Fiorini. L'evento sarà
replicato in modalità live.
L'evento e la mostra sono produzioni della Scuola di Narrazioni
Arturo Bandini di Nausika (www.narrazioni.it).
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